Chi siamo

Il Centro per la Pace e Legalità “Sonja Slavik” di Mirano (VE) nasce il 20 ottobre 2012. O meglio, rinasce, visto che è l’erede diretto di tante esperienze di incontro e coordinamento tra associazioni impegnate sulle tematiche pacifiste che hanno animato la realtà miranese fin dagli anni Novanta, confluite poi, dal 2003 al 2008, nelle attività del primo Centro Pace di Mirano (per maggiori dettagli visita la pagina “La storia”).

Il Centro opera attraverso il coordinamento delle associazioni che hanno sottoscritto un apposito protocollo d’intesa, tramite cui si impegnano “ad attivare e coordinare iniziative finalizzate allo sviluppo di politiche inerenti la promozione di una cultura di pace e legalità”.

Attualmente fanno parte del Centro undici associazioni del territorio: Acli, Amnesty International, Anpi, Arcam, Auser, Bandera Florida, Beati i costruttori di pace, Cesvitem, Emergency, Esodo, Libera.

Il Centro è aperto anche ai singoli cittadini che vogliano impegnarsi concretamente su queste tematiche, fedele alla sua vocazione di moltiplicatore di una cultura di pace che non sia un tema per soli addetti ai lavori, ma si concretizzi nelle scelte quotidiane sia delle istituzioni che delle singole persone.

Il Centro opera in stretta collaborazione con il Comune di Mirano, in particolare attraverso la figura del Consigliere delegato alla promozione di una cultura di pace e dei diritti umani, carica attualmente ricoperta dalla Consigliera comunale Erica Brandolino. Il Centro è inoltre è collegato con la Biblioteca Comunale per testi, riviste, dvd, collegamento internet, nonché per un’ampia bibliografia e una sitografia sui temi della pace, della legalità, dell’interculturalità, del Nord e Sud del mondo.

Il Centro è intitolato a Sonja Slavik, che con passione e intelligenza ha coordinato il primo Centro Pace di Mirano. Un giusto tributo ad una donna che ha dedicato la sua vita alla militanza pacifista, antirazzista e antifascista, con una acuta sensibilità verso tutte le iniziative e le azioni educative volte alla promozione di una vera cultura di pace.

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